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Stop agli aumenti della quota di iscrizione al test di medicina

  • federazionegdkr
  • 16 lug 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Sostenere il test di medicina comporta dei sacrifici, vista l'evidente difficoltà nel riuscire ad essere ammessi alla facoltà sia per la complessità in sé dell'esame d'ammissione sia per l'alto numero di candidati in proporzione ai posti disponibili.

Ma da quest’anno gli studenti dovranno tenere conto non soltanto di questi intralci, ma anche di un altro impedimento abbastanza discutibile.

Infatti, gli aspiranti medici si troveranno a dover pagare per il test di ammissione alla facoltà ben €100, un importo decisamente maggiore rispetto agli scorsi anni, circa il doppio.

Questo aumento ha delle inevitabili conseguenze: anzitutto si va incontro a una disuguaglianza sostanziale.

In un momento così difficile per le famiglie, la cifra da pagare è vergognosamente spropositata. E se al desiderio di questi ragazzi, che ambiscono a svolgere tale professione -che ha effettivamente salvato l’Italia dal flagello pandemico- si va a contrapporre la questione economica, si può verificare un doppio danno.

Il primo doloroso danno è quello di negare un futuro ai ragazzi, "colpevoli" di non aver un solido appoggio economico. Mentre il secondo è quello di un indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale perché, come spesso accade, giovani medici e infermieri sono costretti ad emigrare perché il nostro sistema sanitario non investe su di loro. Siamo d'accordo sul fatto che in questa situazione le strutture debbano cambiare assetto, che comporta un ovvio aumento di costo a differenza del consueto modo di svolgere tali esami, ma è del tutto improprio ed immorale che a pagare le conseguenze di queste difficoltà siano ogni volta e unicamente gli studenti, a maggior ragione del fatto che questa situazione poteva essere motivo di riconsiderazione delle modalità di ammissione al Corso di Laurea in Medicina.

In un paese in cui si ha l'obbligo di avere una certa ambizione culturale e sociale, è inaccettabile trovarsi di fronte a questi ennesimi tagli all'istruzione, specialmente se questo campo deve avere una rilevante centralità nelle gerarchie generali.

Questi episodi gravano non solo sulla situazione dello studente e del Servizio Sanitario Nazionale, ma vanno anche a mettere in discussione in modo molto incisivo la credibilità di chi amministra, i quali dovrebbero limitare tali scelte piuttosto di consentire queste deplorevoli manovre.

In conclusione chiediamo a chi di competenza di riportare il costo di pagamento per poter effettuare il test almeno a quello di un passato recente e che i fondi necessari per adibire le aule vengano presi da risorse diverse dalle tasche delle famiglie.




Fortunato Francesco Damiano,

Responsabile Scuola e Trasporti GD Federazione di Crotone

GD Calabria

Primavera Degli Studenti

 
 
 

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